Home » Autori » Recensione a “Alberi maestri” su “PugliaLibre. Libri a km zero”

Riportiamo di seguito la recensione al libro Alberi maestri di Michele Giorgio, pubblicata su «PugliaLibre. Libri a km zero» il 18 novembre 2015.

Le voci del cattolicesimo sociale italiano più importanti del Novecento hanno girato il Paese in lungo e in largo per comunicare, attraverso il loro impegno politico o ecclesiale, i valori della solidarietà, della giustizia, della pace. Hanno dialogato, stretto centinaia di mani, sorriso a migliaia di volti. Aver incrociato, sulla propria strada, anche una sola di queste personalità è spesso fonte di orgoglio per chi ha potuto farlo. Quando ciò è accaduto con ben cinque uomini che hanno rappresentato un inestimabile patrimonio intellettuale per la società italiana, è opportuno mettere nero su bianco i propri ricordi in un libro.

È quanto ha fatto Michele Giorgio in Alberi maestri (pp. 160, euro 14) pubblicato per Grecale Edizioni, un nuovo marchio editoriale che rientra nelle attività della Stilo Editrice di Bari. L’autore vive a Bitonto, dove ha partecipato per molti anni alla vita politica (anche in qualità di assessore alla Cultura), oltre a lavorare nel mondo della scuola prima come docente e poi come preside. In questo libro, Giorgio racconta i propri incontri con personalità come don Tonino Bello, Aldo Moro, Giuseppe Dossetti, Giuseppe Lazzati e Giorgio La Pira, accompagnando agli aneddoti e ai particolari di quegli incontri anche un breve profilo biografico di ognuno di loro e una sintesi degli elementi principali del loro pensiero.

Ricordare queste personalità significa anche coglierne gli aspetti che dialogano più profondamente con la società contemporanea. Si pensi alla straordinaria attualità dell’attività di don Tonino Bello, il vescovo dei poveri, la cui figura è così vicina a quella di papa Francesco: come sottolinea l’autore, «Don Tonino è stato un Pastore profeta che ha aperto a Papa Bergoglio il cammino di una ‘Chiesa in uscita’ verso le periferie, una ‘Chiesa povera e per i poveri’, una Chiesa del servizio. Se don Tonino fosse vissuto più a lungo, oggi sarebbe stato coetaneo di Papa Francesco ed entrambi si sarebbero mossi in piena sintonia pastorale perché accomunati dalla stessa filosofia di vita».

Allo stesso modo, l’autore ricorda la sua presenza ai comizi di Aldo Moro (con il presidente Dc attento e ben a conoscenza della situazione politica bitontina), ma anche la sua reazione nel giorno del suo rapimento e poi del ritrovamento del suo corpo senza vita, così come, successivamente, i suoi incontri con la moglie Eleonora Chiavarelli e le figlie Maria Fida e Agnese. Ancor più legato all’attualità il capitolo dedicato a Giuseppe Dossetti, incontrato dall’autore nel maggio 1995, appena un anno e mezzo prima della scomparsa del padre costituente: l’arrivo in Puglia fu legato a un ciclo di iniziative promosse da Dossetti per «scongiurare la riscrittura radicale della Costituzione, respingendo quella che egli definiva la ‘mitologia sostitutiva’ e dichiarandosi possibilista su una sua rivisitazione parziale purché venisse salvaguardata la prima parte che riguardava i Principi fondamentali»: una rivisitazione che comprendeva, ad esempio, il passaggio al monocameralismo.

Bisogna invece risalire più indietro nel tempo per gli incontri con l’ex sindaco di Firenze Giorgio La Pira e con Giuseppe Lazzati, avvenuti entrambi nel 1960, proprio nell’anno in cui veniva fondato a Bitonto il Centro Studi intitolato all’economista Ezio Vanoni, un luogo in cui erano presenti «forze giovani culturalmente preparate in grado di arginare le degenerazioni della politica attiva e di garantire un ricambio generazionale sia nei partiti che nella Pubblica Amministrazione»: sono trascorsi più di cinquant’anni, ed è evidente quanto manchino alle nostre città luoghi di aggregazione e di ricerca come quello per recuperare la lezione di vita degli «alberi maestri» del Novecento.

Stefano Savella